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Ed anche questa notte sarà notte di luci blu ad illuminare la corsa contro il tempo.
Sarà notte dove la linea che separa il baratro del respiro si farà sottile, impercettibile.
Notte di strade fosforescenti a sfidare la matematica legge della natura, spostando il limite verso la zona del non ritorno, verso spirali che non si chiuderanno in cerchio, ma che, come trivelle senza retromarcia, avranno solo una direzione: il sottoterra.
E sarà anche notte di pareti insonorizzate dove il frastuono di grida partorite da muti dolori, invisibili, rimbomberà in moto perpetuo attraverso il vuoto improvviso dello spegnersi del sorriso.
E di letti rimasti orfani dove lenzuola fredde continueranno ad aprirsi nella vana ricerca di quel corpo che la notte prima le riscaldava, inutilmente.
E ci saranno anche lacrime, lacrime sgorgate rovesce e silenziose che correranno a tentare febbrilmente di abbeverare quel cuore sopravvissuto, alla notte, che si sta inaridendo. Inesorabilmente.
E domani sarà di nuovo giorno, un giorno diverso, ma il sole si risveglierà ancora.
E sarà giorno di fiori innaturali sbocciati dal nulla nel ciglio di una strada, ancorati all’ombra di un paracarro per non lasciarsi andare e continuare la cruda testimonianza della storia.
Sarà giorno, altrove, di lamiere contorte.
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Lamiere contorte
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In lingue
di catrame annerito
da corpi bruciati
riposano lamiere contorte.
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Tecnologiche bare
di vite spezzate
condotte all’eccesso,
insoddisfatte
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