Contro balzo a stappare
nuova possibilità eretta
sulla partenza d’un sentiero
collocato in ogni dove
nell’ombra della camera
che sia essa d’albergo o di casa
non c’è differenza
oltre all’arredamento in legno
rinchiuso tra sogni
da bruciare in una notte
E come fossi doccia
irroro mancanza di remore
nel talamo di carne
sprovvisto di profondità finale
con scavi sempre aperti
ove anche le rocce granitiche
sono inesorabilmente corrose
da copioso stillicidio intramontabile
Sino all’ultima goccia
mi bevo tutta la frenesia
che dimora temporaneamente
in attesa di sfratto esecutivo
su questo calice di sudario
rinnovato negli aromi e spezie
sempre appetibili nelle scelte
E s’è imprigionato l’attimo
in coscienza maledetta
che il giaciglio
del piacere mai pago
s’ergerà dentro alcova
a piazza unica
Semplicemente così: io ti adoro.
Tutto mi piace di te: le tue curve da affrontare con la perizia del compasso per sfidare la forza centrifuga che si ostina nell’allontanarmi dal tuo baricentro; i tuoi rettilinei in cui tuffarsi ad occhi chiusi sfidando il tempo sempre troppo tirchio di minuti e cercando di rubargli alcuni secondi preziosissimi; i tuoi avallamenti dove allenare il mio cuore a resistere al moto delle onde emozionali che bloccano il respiro, che ti lasciano sospeso a mezz’aria causando l’accelerazione del battito cardiaco che alla fine regala quel colore rosso intenso alla mia pelle.
Sì, tutto di te mi affascina e nel più recondito anfratto della mia anima ti dico grazie di esistere.
Ogni volta che devo venirti a far visita, la notte prima non riesco a dormire, il mio pensiero è fisso su di te dipingendo pellicole oniriche su come sarà questo nuovo nostro incontro. I miei occhi chiusi fotografano fotogrammi futuristici per fissare quelle sfumature immaginarie di colori che vivranno sui dettagli di questo nuovo abbraccio.
E così inizio a fantasticare sulle code chilometriche che si presenteranno all’orizzonte ancora prima di varcare la soglia del casello autostradale che mi introdurrà a te: tangenziale di Mestre.
Ore e ore di interminabile colonna dove puoi finalmente relazionarti con il vicino d’auto, fare amicizia con i tuoi compagni vagabondi e scovare tra la miriade di cuori in attesa anche quel cuore femminile giusto, quel cuore di donna che riesce a condividere con te la bellezza di essere ritardatari, e così darti appuntamento anche per la vostra futura fila d’attesa nella speranza che la prossima sia ancora più lunga dell’odierna.
E d’estate improvvisare barbecue sui cofani roventi delle auto. Bere vino intonando sguaiati canti al cielo scacciando l’ansia da prestazione regalataci da questo stile di vita partorito nel tutto e subito, concepito nella convinzione di dover essere per forza al passo col tempo con l’intento anche di anticiparlo.
E poi immergersi, con quella Donna che un destino Cupido t’ha fatto incontrare tre macchine più avanti, dentro l’alcova di lamiera per una sauna rilassante rilassando le terminazioni nervose sempre troppo tese lasciandosi cullare dal dolce far niente se non l’amore.
Ritrovarsi così a ridere innocenti, chiusi all’interno del campeggio improvvisato, di questa situazione capovolta nell’animo e negli intenti rendendosi conto di quanto sia piacevole e appagante sudare per l’Amore.
Ah… l’amore
Correvo incontro al destino
ed avevo il verde all’incrocio
che nemmeno ti cercavo
Mi hai travolto
arrivando da sinistra
non rispettando il rosso
imprigionandomi nell’uragano
d’un nome femminile
mescolando le mie priorità
come fossero foglie al vento
E’ stato forte
è stato bello
desideravo finisse nell’infinito
ma te ne sei andato
all’improvviso
senza nemmeno compilare
la constatazione amichevole
All’ospedale mi hanno detto
di recarmi dall'assicurazione
nel ramo cuori infranti
Grazie per la visita
e ripassa quando vuoi
mi ritroverai impreparato