domenica, 30 aprile 2006, ore 17:19

A Capo Linea

 

 

 

  Quando giungerò davanti al Tuo cancello

aspetterò con la pazienza sottobraccio

il tramonto dei Tuoi quotidiani impegni

e l’alba del degnarTi nel venirmi ad aprire

 

Mi troverai comodamente disteso

sulla panchina vicino all’ingresso

fumando sigarette e bevendo spritz

che mi portarono controvoglia da Te

 

E durante il mio colloquio d’ammissione

non chiedermi del perché in tutto questo tempo

Io Ti abbia sempre rinnegato

 

Ché Ti porterò dov’è crollato il mio tempo

sotto il peso di cenere calpestata

da fiori bianchi ancora acerbi

sbocciati senza alcuna giustizia

sul prato sacro all’inglese

di pini e salici perfettamente allineati

 

E non chiedermi nemmeno del perché

Io non Ti abbia mai bestemmiato

 

Ché Ti accompagnerò dove interrogo l’orizzonte

sforzandomi di comprendere il traguardo

del Tuo disegno ‘sì insindacabile ed oscuro 

mentre la terra si accingeva ad accogliere 

semplice futuro del mio sangue lacrimato 

 

Non chiedermi nulla e leggimi nudo 

troverai le mie risposte che vai cercando 

incise nel corpo con la calligrafia della storia.

 

 

 

 

 

 

 

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venerdì, 28 aprile 2006, ore 11:41

Stazioni

 

 

Le stazioni

dei miei giorni futuri

erano tutte uguali

nelle sfumature

di stanze d’attesa

verso traguardi imprecisi

 

Ti ho incontrata

timidamente nascosta

dentro il mio giorno migliore

e ti baciai nelle labbra

di sole dalle ali di cera

rimanendone calamitato

nelle altezze degli orizzonti

 

E sono stati i tuoi occhi

limpidi come la sorgente

del mare libero da increspature

che estrassero la mia piuma

dalla sua prigionia d’ambra

 

Oggi

le stazioni

dei nostri giorni futuri

sono tutte diverse

nelle sfumature

di stanze d’attesa

verso traguardi illimitati.

 

 

 

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