Desiderio
Graffiami la schiena
e cibati del mio calore
che continua a camminare
sopra nuove visuali
di percezioni bendate
Disegnami nell’intimo
avvolgendomi dentro
la pelle della passione
che lentamente m’invoca
con rumori aromatici
di pupille affacciate
alla finestra dei sensi
Occultami con dovizia
fino allo sfinimento
senza farmi emettere
labile soffio d’aiuto
e poi rigenerami ancora
per ripartire dal principio
nell’inizio senza tramonto
Avvinghiami senza pietà
in morsa vigorosa
e intima lo sfratto
all’ultima goccia sgambata
che distillerà l’essenza
di questo sole mattutino
Ed infine accudiscimi
dai troppi attacchi subiti
sotto bandiera bianca
e solo così troverai
nascosta tra le vertebre
la chiave del mio essere
duro e sensibile
ai cambi dei venti
che ti solcano il collo
dipingendo in eterno
questo nostro esistere.
In Capa C’è
Avevo spighe di grano
d’oro maturo nella testa
pronte alla loro naturale messa
prima che il vento del nord
in una lunga sera di giugno
si decidesse d’adagiarsi sopra
formando cerchi di cuore
nella coltura di carne
E nella profondità di questi silenzi
erosi dal passaggio della storia
avrò imparato tra gli abissi
il caldo verbo del vento
ché desidero ancora sentire
le tue labbra rosso fuoco
sussurrare al mio petto
i richiami che scuotevano
il palpito dal dormiveglia
Non sono ancora riuscito
a scindere nel lento risalire
la bramosia che dimora in me
suddividendo in parti diseguali
superbo e orgoglioso corpo
da nobile e umile anima
ma è nel loro completo esistere
che sento sempre vibrare
il mio essere persona
E ritornerò per te un giorno
fiore ad abitarti nella terra
restandoti devotamente affianco
a modellare nudo mandala
d’anima orfana nel raccolto
dove nessun laccio emostatico
è riuscito fin’oggi ad arrestare
l’emorragia che mi tormenta.