Pic_nic
All’ombra della quercia
protetti da fili d’erba
che giocano col vento
scappano le inibizioni
lasciandoci da soli
E noi distesi iniziamo
a viverci di primavera
disegnandoci appartenenze
nelle pelli ancora tiepide
E finiamo nel perderci
dentro a questo spartiacque
di desideri e realtà
dove le carni si saziano
nell’amplesso terreno
e le anime s’avvinghiano
a spirale che come trivella
trapassa anche il cielo
esondando nell’oltre.
Arlecchino
Scarabocchio
pezzi di frasi disarticolate
su frammenti di carta anonimi
intrisi nella vita di altre persone
raccattati dal cimitero d’asfalto
E nelle liste della spesa consumate
o nei biglietti scaduti del cinema
metto sotto quaresima il pensiero
ché nel conservarlo sotto sale
troppo a lungo si mantiene vivo
E come comunione di mani sconosciute
a congiungersi in strette domenicali
scambiandosi quel segno meccanico
dimenticato per sei giorni a settimana
io sposo biglietti di vita quotidiana
ai desideri d’un futuro annebbiato
E divento così nuovo Arlecchino
dei miei pensieri ora defunti
all’interno d’un mondo pulsante
nel tragico ossimoro matematico
del ring per razziare uguale ringraziare
mandandoli fuori a risorgere in pace.