Al mondo vagavo concentrico
specchiandomi timido nel tempo
rimanendo nascosto sottocute
per addentrarmi verso l’esterno
più lontano dal primo vagito
All’improvviso ho trovato rigida
la diga d’un destino che mi colorava
e nel suo irremovibile sciabordio
m’impediva d’assaporare libero futuro
rimbalzandomi al punto di partenza
vinto e momentaneamente affranto
Risorgere così a temuto tsunami
acquistando fiducia nella forza
di presentare all’orizzonte intero
questo mio impeto innato
Dilaniando pelle ridicola
che protegge e non matura
ora puoi ammirami spogliato
da tutti i miei timori
mentre sovrasto la diga ostile
che s’oppone alla mia crescita
E rimani addesso nel silenzio
d’una preghiera che canta
all’istinto della natura.
Memory
Nella stanza volta ad oriente
risvegliamo gl’infanti ricordi
a cercarci con gli occhi chiusi
per sciogliere liberi i nostri sensi
nelle prove tecniche del volo
E li sento felici nell’inebriarsi
bevendo dal calice del tuo seno
che mai troppo è quel succo
così leggiadro e analcolico
Tu cassiera del sorriso leggero
accompagni la deliziosa giostra
del buono che la vita insegna
come sospinta dalla rosa dei venti
E sempre in quella camera
sfidiamo le tappe della crescita
fin dentro le curve cieche del destino
compagno indissolubile del tempo
Che impone continue revisioni
nella strategia delle velocità
per giungere al lieto traguardo
appagandoci nell’ardito impegno
Tu temeraria custode del fuoco
entri nei profondi segreti della gioia
fonte perenne di propulsione
per il territorio dell’ogni dove
E nel luogo dove passato e presente
giocano eternamente a rincorrersi
formando semplice futuro bambino
si trovano silenziosi i nostri sensi
A donarci quel nuovo soffio di vita
che consolida il nostro rapporto
con l’assenza di parole scritte
curato solo dai semplici gesti
del bisogno nell’essere noi.