ImperatVivo
Voi che sempre lo cercate
e sempre ne pregate il nome
ditemi ora dove alberga
quel valore assoluto
che chiamate libertà
L’ho inseguito impavido
fin dentro le radici del sangue
d’un appezzamento di sogno
da coltivare apertamente
E vi ho trovato solo il giacimento
della rossa pulsazione nella fioritura
d’una realtà miseramente nostra
dove il sole mai si stancava
d’accarezzarci come sue uniche stelle
L’ho assaporato tenue
masticando piena la polvere
che troppo giovane si raffreddava
ballando sopra un letto bianco
in lutto per mancanza del corpo
E lì non m’accorgevo
del lento trascorrere del tempo
occupato nella nuova giovane figura
rispettata come sempre si conviene
a chi si conosce da sempre
prima ancora del suo nome
L’ho infine chiamato a squarcia gola
oltre le frontiere della solitudine profonda
e nemmeno lì m’ha dato risposta
la libertà assoluta.
oh tonna
nuoti tra ancestrali tempeste
che segreti ormai non hanno
e fiera cavalchi l’impeto marino
che impavido t’assale
nei momenti di bassa marea
di tutte le tonne
tu e solo tu ne sei la regina
e la tua pinna aguzza
fende caparbia l’onda
che s’oppone al futuro
sposando entrambi gli orizzonti
nell’identico color turchino
nulla può l’ingrato abisso
contro la tua tenacia
ma già s’ode all’orizzonte
l’ombra famelica del pescatore
- sud.tirolese -
che annusando il vento
cala le invisibili reti
esca tentatrice infrange la privacy
e con l’inganno della sorte
il richiamo si fa irresistibile
avvolgendoti nell’oscurità senza tempo
e strappandoti dalla madre patria
per sempre
perdona le bocche dei pargoli
che ora bramano le tue carni
racchiuse nel freddo alluminio
con epitaffio giallo a ricordo:
“oh tonna dell’io mare
ti tagli con un grissino”