- scalpita il desiderio
tra pressioni di magma –
E nuda rimane la brace
che respira addormentata
all’ombra d’un letto sfatto
in attesa d’essere spolverata
dal tocco deciso del vento
per far ravvivare la fiamma
che di rosso aveva tinto
le tempeste dei nostri corpi
inneggianti al futuro
[ scovami negli occhi
le catene dell’appartenerci
che demoliscono il giorno ]
- riappare il desiderio
tra movimenti di maree –
Quoziente
E scatta veloce l'indice
dell'imbonitore diplomatico
alla blasonata politica carato
da qui fino all'eternità
per abbassare misera quota
d’un mortale scribacchino
domenicale
s'amalgama calda tra i binari
dell’equo scambio interrazziale
patetica provocazione necessaria
Si trova proprio qui
nell’intento del nobile illuminato
d’affossare umile imbrattacarte
il quoziente della frutta finale
presa sì dopo l'ammazza caffè
Ed in questo mondo perfetto
dove l’effimera bellezza
raggiunge consone superfici
d’invalicabile standardizzazione
ce ne stiamo felicemente beati
ad assaporarci the da freddo
Strofinati tronfio nel verdone
o sommo unto dall'intelletto
ch’io resto artista stradario
e le macchie nei miei vestiti
raffigurano limpido il mio lavoro
ma nell’armadio polveroso
tengo solo abiti volatili
che non soffrono di vertigini
e nemmeno devono scavare
per ritrovare giusto quel livello
che mai s'era sperduto.