Ragione di fede
A chi credere
se nell'istante che invecchia il giorno
più non sento il tuo profumo riempire
questo mio regno di sangue e di carne
A cosa credere
se la cornice che dipinge il tempo
muove facile la guerra alle cose
appiattendo il ricordo del passato
nell'altezza che noi respiravamo
Perché credere
se l'eco che avanza dal futuro
non fonde i toni dell'acqua nel cielo
in voce che l'esistenza gratifica
dal peso della quotidianità
creando infante e bianca invocazione
Dove credere
quando l'unica certezza che ho
di sublimare nudo all'indomani
mi vive e muore solamente dentro.
- indomita la passione
tra folgori di firmamento –
E mi stimolo nell’appetito
che mai pago sempre dimora
in tutti gli angoli del tuo essere
destandosi così senza preavviso
come pazza valanga vitalizzante
travolgendo con tutto il suo fuoco
l'armoniosa frontiera dei due corpi
fondendo, mischiando e modellando
in unico lago sempre pulsante
[ drogami nella bocca
il movimento d’una lingua
da centellinare a rilento ]
- quieta la passione
tra nevicate di effusioni –